HS: Stiamo per fare un’intervista al vero protagonista di “Aria di Bristol”. “Aria di Bristol” è una canzone nata da una storia vera di 20 anni fa. Un ragazzo innamorato alla follia di Kristel, lui si chiama Luigi. Ogni anno Kristel, per imparare l’inglese, andava a Bristol. Partiva agli inizi di giugno e tornava a settembre. Ma facciamocelo raccontare da Luigi, ora 62enne.
HS: Ciao Luigi, grazie di essere qui.
Luigi: Grazie a voi.
HS: Ci vuoi raccontare la tua storia?
Luigi: Sì, certo. Ora non mi fa più nulla, ma al tempo stavo malissimo. Amavo Kristel con tutta la mia anima. Facevo delle cose per lei che non avevo mai fatto per nessuno.
HS: Cose? Tipo quali?
Luigi: Lei aveva il pieno controllo su di me. Mi faceva fare la spesa caricandomi come un asino anche sotto il sole. Mi faceva pulire casa di sua madre quando la filippina andava in vacanza, mi faceva lavare la sua auto e quella di suo padre, e anche altre cose che non so se posso dire... qui...
HS: Sì, sì, racconta pure, qui siamo Beyond Walls.
Luigi: Aveva un nonno malato di Alzheimer, con il pannolone, ecco... Dovevo cambiarlo io, pensa te. Aveva una madre che tutto il giorno era in giro a sculettare per il paese perché cercava il sostituto del marito. Si faceva lo smalto, i capelli, e andava a fare la spesa... così diceva.
HS: E il marito? Cosa faceva?
Luigi: Il padre di Kristel? Beh, era un mezzo alcolizzato. Sapeva di aver già perso la moglie e passava il tempo al bar a giocare a carte. Per fortuna non avevo debiti di gioco.
HS: Continua, allora, dove nasce “Aria di Bristol”?
Luigi: Eh... ogni anno Kristel, all’inizio di giugno, mi lasciava per andare a studiare inglese e migliorarlo. E non c’era nulla di male. Lo ha fatto per 4 anni. Tornava inebriata, da non so cosa (poi l’ho capito), e a settembre voleva sempre prendersi una pausa. Poi, siccome io la soddisfavo in tutto e per tutto sessualmente, riprendevamo, ma io non stavo bene con questo tira e molla.
HS: Ma Luigi, una domanda viene spontanea: come mai Kristel, che ti mollava ogni estate, poi ti riprendeva? Era ovvio che non ti amava.
Luigi: Sì, vero, non mi amava, ed era ovvio. Credo che fosse perché, sessualmente, sono un superdotato... mi vergogno quasi a dirlo.
HS: Ah, capito... Un Rocco Siffredi di Milano, zona Navigli?
Luigi: Ah, questo non so. Lei aveva sempre voglia quando tornava dalle “vacanze” inglesi...
HS: E poi cosa è successo?
Luigi: La rivelazione. Un anno, l’ultimo, decido di farle una sorpresa a Bristol. Mi metto in macchina, passo nel tunnel della Manica, prendo tutte le strade di Londra, la M1 eccetera, tenendo la destra, e arrivo a Bristol. Mi fermo a comprare brioche calde e arrivo sotto il suo appartamento per farle una sorpresa.
HS: E?
Luigi: La lascio immaginare. L’ho vista uscire abbracciata a un ragazzo di colore, alto 1,90. In quel momento sono quasi svenuto a terra. Lei non mi ha visto. Ho faticato a riprendermi. Nel ritorno mi tremavano le mani sul volante, ma ce l’ho fatta. Poi ho chiesto ai miei amici musicisti di fare una canzone per me e l’hanno fatta: “Aria di Bristol”, finalmente è su tutte le piattaforme, Apple, Spotify, TikTok, Meta, YouTube Music e tante altre. È la mia più grande soddisfazione.
HS: Sì, vero. Ultima cosa da dire ai nostri lettori?
Luigi: Sì. Donne, preferite sempre gli italiani!